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By Małgorzata Hanna Malewicz (ed.)

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Societies: Evolutionary and Comparative Perspectives

This can be the 1st of a two-volume learn of
societies that pursues and expands upon
comparative difficulties and techniques pioneered
by Max Weber to be able to practice and
further increase the overall conception of action.
This concept is explicitly formulated in
congruence with the foremost tenets of modern
evolutionary biology, starting with the notion
that basic styles of tradition serve as
structural anchors of motion structures in the
same manner that genetic styles anchor species.
In Parsons' view, genetic platforms and cultural
systems impose the key cybernetic
limits in which human organisms can
develop structurally autonomous personality
systems and social structures. All of those analytically
independent platforms are obvious to interpenetrate
and articulate at the same time in
a hierarchy of keep watch over and a hierarchy of
conditioning elements, in order that the relatively
"high info" structures exert organizing
control over these decrease info "high
energy" structures that set worthwhile yet not
sufficient stipulations underlying motion.

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Le differenze che caratterizzano le società del mondo moderno si spiegano semmai sulla base di differenze di tipo ambientale. L’aumento della centralizzazione politica e della stratificazione sociale è dipeso da aumenti nella densità demografica, a loro volta innescati dall’aumento e dall’intensificazione della produzione alimentare (agricoltura e pastorizia). Sorprendentemente, però, pochissime specie vegetali e animali selvatiche sono adatte alla domesticazione e possono trasformarsi in raccolti e bestiame da allevamento, e queste erano concentrate solo in una decina di aree limitate del pianeta, le cui società umane beneficiarono cosí di un vantaggio iniziale in termini di sviluppo della produzione e delle eccedenze alimentari, di espansione demografica, progresso tecnologico e organizzazione in stati.

Kung, nelle foreste equatoriali africane dei pigmei, nelle zone piú remote del bacino del Rio delle Amazzoni popolate dagli indios e nella Nuova Guinea lasciata ai guineani). Quanto al 1492, anno in cui Colombo compí la prima traversata atlantica, verrebbe da chiedersi come mai nelle varie parti del mondo gli uomini fossero organizzati in tipi di società tanto diversi. Alcuni popoli (soprattutto eurasiatici) vivevano già sotto governi centralizzati in cui esistevano la scrittura, gli utensili di metallo, l’agricoltura intensiva ed eserciti permanenti.

Un secondo approccio, agli antipodi rispetto al primo, considera ogni società come unica in funzione della sua storia particolare e guarda alle credenze e alle pratiche culturali come a variabili fortemente indipendenti, non dettate dalle condizioni ambientali. Dal numero praticamente infinito di esempi possibili ne citerò uno che vede protagonista una popolazione trattata in questo libro: è un caso estremo, eclatante e palesemente slegato dalla questione delle condizioni materiali. Un tempo i kaulong, una fra le decine di piccole popolazioni che vivono lungo lo spartiacque meridionale dell’Isola di Nuova Britannia, a est della Nuova Guinea, praticavano lo strangolamento rituale delle vedove.

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